La guida completa e aggiornata: requisiti di accesso, vantaggi fiscali, calcolo dell'imposta, confronto con il regime ordinario e la procedura passo per passo per aprire la Partita IVA.
Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato previsto dalla Legge n. 190/2014 (commi 54–89) per i lavoratori autonomi, liberi professionisti e imprenditori individuali con ricavi annui fino a €85.000. È il regime di default per chi apre una nuova partita IVA forfettaria nel 2026.
Il suo funzionamento è semplice: invece di dedurre analiticamente ogni singola spesa, l'Agenzia delle Entrate applica una deduzione forfettaria stabilita dal codice ATECO — 78% del fatturato per i professionisti intellettuali, 67% per artigiani e commercianti. Su questo coefficiente di redditività si applica un'imposta sostitutiva flat del 15% (5% per le nuove attività nei primi 5 anni), che sostituisce IRPEF, IRAP e tutte le addizionali.
Senza IVA in fattura. Non emetti IVA ai clienti, non la versi all'Erario, niente dichiarazioni IVA né liquidazioni periodiche. Nessuna ritenuta d'acconto subita dai clienti. Contabilità semplificata al massimo: basta tracciare incassi e fatture — un foglio Excel o la dashboard di OpenIVA bastano.
Il ricavo o compenso annuo non deve superare €85.000. Se superi questa soglia ma rimani sotto €100.000, esci dal regime dall'anno successivo. Se superi €100.000, l'uscita è immediata nello stesso anno.
Non puoi detenere partecipazioni in società di persone, SNC, SAS o in SRL in trasparenza fiscale che svolgono un'attività economicamente analoga alla tua. Questo requisito impedisce l'uso del forfettario come schermo per strutture complesse.
Il totale delle spese per lavoratori dipendenti, collaboratori e lavoro occasionale non deve superare €20.000 lordi annui. Se superi questa soglia, perdi il diritto al regime forfettario dall'anno successivo.
Se nell'anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati, questi non devono aver superato €30.000. Il limite non si applica se il rapporto di lavoro è cessato definitivamente prima dell'inizio dell'anno di adesione.
Nei primi due anni di attività non puoi fatturare prevalentemente al datore di lavoro (o ex datore) degli ultimi due anni precedenti. Questo requisito garantisce che il forfettario non diventi una scorciatoia per eludere obblighi contributivi.
Paghi solo il 15% su un reddito già ridotto dal coefficiente di redditività. Per i primi 5 anni di nuova attività l'aliquota scende al 5%. Niente IRPEF, niente IRAP, niente addizionali comunali e regionali — un'unica imposta flat che sostituisce tutto.
Non addebiti l'IVA ai clienti e non la versi all'Erario. Niente dichiarazioni IVA, niente liquidazioni periodiche. I tuoi prezzi risultano immediatamente competitivi con i clienti privati (B2C) che non possono detrarre l'IVA.
I tuoi clienti non trattengono il 20% sui compensi. Incassi l'intero importo fatturato senza attendere rimborsi in dichiarazione. Migliore cash flow, più liquidità immediata, zero complicazioni.
Niente libro giornale, registro IVA, bilancio o registri contabili obbligatori. Ti basta tenere traccia degli incassi e delle fatture emesse — un foglio Excel o la dashboard di OpenIVA bastano.
La base contributiva è il reddito imponibile forfettario (fatturato × coefficiente), già ridotto rispetto al fatturato lordo. Alcuni iscritti alla Gestione Separata possono chiedere la riduzione del 35% dell'aliquota contributiva.
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Formula di calcolo
Esempio pratico — Sviluppatore web, fatturato €40.000, coefficiente 67%
Ogni codice ATECO ha un coefficiente di redditività assegnato dalla legge: 78% per i professionisti intellettuali, 67% per artigiani e commercianti. Questo coefficiente rappresenta la quota del fatturato che l'Agenzia delle Entrate considera reddito lordo su cui calcolare l'imposta — è fisso per la tua categoria professionale.
Reddito imponibile = (Fatturato × Coefficiente) − Contributi previdenziali versati. I contributi INPS o della tua cassa professionale vengono dedotti dal reddito lordo prima di calcolare l'imposta sostitutiva. Questo è il tuo reddito netto su cui si applica il 15% (o 5%).
Imposta = Reddito imponibile × 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività). Questa imposta sostitutiva è un'unica aliquota flat che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali comunali e regionali. Nessuno scaglione progressivo — è sempre la stessa percentuale.
Separatamente all'imposta, versi i contributi alla tua cassa (INPS Gestione Separata, INPS Artigiani, Ordine professionale…). La base è il reddito imponibile forfettario. Questi contributi sono deducibili dal reddito prima del calcolo dell'imposta — abbattono il carico fiscale totale.
Si applica a professioni intellettuali e sanitarie. Deduzione forfettaria del 22% del fatturato (il 78% è considerato reddito imponibile).
Si applica ad attività con costi operativi più elevati. Deduzione forfettaria del 33% del fatturato (il 67% è considerato reddito imponibile).
Consulta la guida specifica per la tua professione per scoprire coefficiente esatto, codice ATECO e cassa previdenziale di riferimento.
Possono aderire al regime forfettario le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni in modo autonomo, purché nell'anno precedente abbiano conseguito ricavi o compensi non superiori a €85.000 e rispettino gli altri requisiti: nessuna partecipazione in società collegate, spese per dipendenti ≤ €20.000 lordi, reddito da lavoro dipendente dell'anno precedente ≤ €30.000, attività non svolta prevalentemente con ex datore di lavoro nei primi 2 anni. Il regime è aperto a liberi professionisti, artigiani, commercianti, consulenti, sviluppatori, grafici e quasi tutte le categorie di autonomi.
Se superi €85.000 ma rimani sotto €100.000, esci dal regime forfettario dal 1° gennaio dell'anno successivo: dovrai passare al regime ordinario con IVA, contabilità ordinaria e dichiarazione IVA. Se superi €100.000 in un singolo anno, l'uscita è immediata: da quel momento devi applicare l'IVA su tutte le operazioni e adottare subito la contabilità ordinaria. Per questo motivo è fondamentale monitorare il fatturato progressivo durante l'anno e pianificare con anticipo se c'è rischio di superare la soglia.
La riduzione al 5% dell'imposta sostitutiva per i primi 5 anni è automatica, a patto che non tu abbia esercitato negli ultimi 3 anni un'attività artistica, professionale o d'impresa, e che l'attività non sia una mera prosecuzione di una precedente svolta come dipendente o autonomo presso lo stesso cliente. Se rispetti queste condizioni, applichi il 5% fin dalla prima fattura. L'aliquota sale automaticamente al 15% a partire dal sesto anno di attività, senza necessità di comunicazione.
Sì, nel regime forfettario puoi fatturare indifferentemente a privati (consumatori finali) e a soggetti IVA (aziende, altre partite IVA, studi professionali). In nessun caso addebiti l'IVA sulla fattura. Per i clienti aziendali devi indicare la dicitura normativa del regime forfettario: 'Operazione effettuata ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario'. I privati apprezzeranno prezzi più competitivi rispetto a professionisti in regime ordinario con IVA al 22%.
Sì, ogni anno entro il 30 settembre devi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro LM dedicato al regime forfettario. Non devi compilare il Quadro IVA perché non sei soggetto IVA. Le imposte si versano in due rate: acconto a novembre (50% dell'imposta stimata dell'anno precedente) e saldo a giugno dell'anno successivo. Puoi affidarti a un commercialista o compilare autonomamente con il software dell'Agenzia delle Entrate.
Il bollo virtuale da €2 si applica sulle fatture emesse a clienti privati (non soggetti IVA) per importi superiori a €77,47. Per le fatture a soggetti IVA (aziende, partite IVA) il bollo non è dovuto. Si paga una sola volta all'anno — non su ogni singola fattura — tramite il software di fatturazione che lo calcola automaticamente. Nel regime ordinario il bollo è sostituito dall'IVA, che è ben più elevata.
Sì, purché il totale delle spese lorde per lavoratori dipendenti, collaboratori e lavoro occasionale non superi €20.000 annui. Questo limite è inclusivo di tutte le tipologie. Se superi €20.000, perdi il diritto al regime forfettario dall'anno successivo. Per questo molti autonomi in forfettario preferiscono affidarsi a freelancer indipendenti invece di assumere dipendenti a tempo pieno. La soglia va rispettata rigorosamente ogni anno.
Puoi passare al forfettario all'inizio di ogni anno fiscale, purché rispetti tutti i requisiti. La transizione conviene soprattutto se il tuo fatturato rientra ampiamente sotto €85.000 e hai costi operativi reali inferiori al 33% (o 22%) del fatturato. Se invece hai spese molto elevate (affitto studio, attrezzatura costosa, collaboratori), il regime ordinario potrebbe permettere deduzioni analitiche più vantaggiose. Valuta sempre con una simulazione numerica prima di cambiare regime.
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